
New York, 3 gennaio 1986. Lo scrittore Jack Woods è soddisfatto per l’uscita del suo libro “L’Araba Fenice”. Sebbene si renda conto dell’impossibilità d’incontrare una donna che assomigli perfettamente alla protagonista, il giovane deve fare presto i conti con la realtà. Non solo la creatura della sua immaginazione esiste, ma si catapulta anche nella sua vita, per dimostrargli quanto il racconto sia fedele alle vicende che ella ha davvero vissuto.
Se da un lato l’incontro è quanto di più piacevole per Jack, ciò che egli scopre sulla donna lo mette, invece, in una posizione assurda: ella, infatti, è originaria di una dimensione remota, Harm, nella quale deve fare ritorno al più presto, in cerca di salvezza. Jack, innamorato di lei, non può che offrirle il suo aiuto in quello che si preannuncia un viaggio incredibile.
Intanto, un affascinante ladro di gioielli organizza il furto di un anello d’inestimabile valore, un anello a forma di Araba Fenice che nessuno, a questo mondo, pare aver mai… creato.
Il mondo sottile, la dimensione lontana li attende. Nella terra buia e fredda di Harm, illuminata da un enorme fuoco, freddo e azzurro, posto sulle colline, meta di leggendari, surreali quanto mistici pellegrinaggi, tutto è intriso di virtù, di magia, di fascino arcano, e nulla, ma proprio nulla, per legge è una coincidenza… casuale.
Tuttavia le insidie di Harm non tarderanno a mettere a dura prova i visitatori terrestri.